Agli Incontri conviviali Ceralacca approda “In Necessità Virtù”

Mercoledì 12 Novembre, in occasione di un incontro conviviale organizzato dall’Associazione Ceralacca, si è parlato del festival “In Necessità Virtù” – Forme d’arte agli estremi. Si è trattato di una presentazione effettuata da Mirco Nacoti (Assoc.Sguazzi) e rivolta alle Persone c/disabilità, ai Volontari ed ai Soci di Ceralacca.

In Necessità Virtù è un progetto culturale che ospita un ampio spettro di espressioni artistiche: la danza, il teatro, la letteratura, il cinema, la musica; attraverso esse dà voce e corpo a differenti condizioni di fragilità. Il concetto cardine intorno al quale il progetto si sviluppa è la condizione di necessità, condizione cui l’uomo appartiene, non straordinaria, quanto piuttosto intrinseca alla sua stessa natura.

Il titolo recita “in” necessità e non “di” necessità virtù per sottolineare che non si tratta dell’arte, pur nobile, dell’arrangiarsi in casi di difficoltà ma del fatto stesso di vivere. Delle strategie virtuose che l’uomo attua nel corso della sua esistenza. Altro concetto chiave è quello di Margine inteso come linea estrema di uno spazio, approfondendo così il tema del confine, della frontiera fisica, culturale e mentale. Il mezzo scelto per raccontare la condizione di necessità e di margine è dunque quello dell’arte.

Ceralacca è una delle Organizzazioni di Volontariato in rete che ha aderito a questo progetto artistico e sarà, insieme ad altre associazioni, un riferimento per la produzione dello spettacolo di teatro/danza “Disandance” che si basa sul contrasto fra corpi danzanti e corpi disabili, in cui Persone con disabilità e Professionisti danzatori agiscono formando un gruppo armonico di Persone danzanti sulla scena, dove il contrasto non viene negato, la disabilità non spettacolarizzata, ma sostenuta per poter esprimere le proprie potenzialità.

Nulla di quanto compone l’evento è inteso come servizio, come operazione di assistenza, come “terapia” o divertimento passatempo, ma come possibilità di tutti i cittadini, anche quelli segnati da fatiche e svantaggi, di stare con dignità sulla scena sociale da “attori” e non da “utenti”.

Sostegno, dignità, possibilità di esprimere le proprie potenzialità: concetti chiave su cui le Persone in Ceralacca quotidianamente si confrontano e che hanno trovato espressi in questo progetto artistico di cui condividono obiettivi e finalità.

Loredana Zambetti(Presidente Associazione Ceralacca)

Disabilità…..abbattiamo il muro

Lettera aperta di una Volontaria

Mi è stato consigliato di partecipare come volontario attivo a Ceralacca da un’amica, Elisa, già volontaria da parecchio tempo. Devo dire che inizialmente ho scelto di intraprendere il percorso un po’ per curiosità, un po’ per mettermi alla prova, senza sapere veramente a cosa stavo andando incontro. Elisa mi aveva parlato di quest’associazione, mi aveva descritto come ci si sentisse in famiglia, come si creasse un legame speciale con i ragazzi con disabilità, ma inizialmente devo dire che ero un po’ scettica. Fino a pochi mesi fa facevo semplicemente parte di quella società che non conosce, quella parte consistente di cittadini che in poche occasioni sono entrate in contatto con persone con disabilità e vivono la disabilità come uno dei tanti problemi della società, qualcosa che non li coinvolge direttamente.
Devo ammettere che mi ci è voluto poco per cambiare mentalità: i sorrisi dei ragazzi e la voglia di mettermi in gioco mi hanno permesso di aprire gli occhi e di cambiare ottica. La loro gioia e il loro affetto sono qualcosa di veramente raro all’interno di una società che non ha più tempo per niente, e condividere qualcosa con loro trasmette delle emozioni uniche. Ho conosciuto persone con diverse disabilità, l’handicap può essere infatti determinato nell’individuo da un difetto nella struttura fisica, da una limitazione nelle funzioni fisiche o da una diminuzione della capacità di compiere un’attività o di partecipare a tale attività. Attualmente al termine handicap si preferisce la parola disabilità, che mette in evidenza come lo svantaggio non sia una caratteristica della persona, ma un problema che nasce dal rapporto tra lo stato di salute di quel determinato individuo e l’ambiente in cui vive. Purtroppo infatti spesso è la società a ricordare costantemente alla persona con disabilità la sua diversità. L’individuo con disabilità sente in modo accentuato la sua diversità quando si trova a dover fronteggiare ostacoli materiali ‒ come i gradini per chi è su una sedia a rotelle o il telefono per chi è privo di udito ‒ oppure quando è oggetto della curiosità di chi lo circonda. In altre parole, la persona si sente disabile soprattutto quando gli altri la fanno sentire tale.
Mi capita spesso di sentire parlare delle persone con disabilità in modo stereotipato. Un individuo con disabilità, così come una persona affetta da una qualche patologia, appare spesso come “un’entità” separata dal resto della società. Le persone con disabilità vivono una condizione di “doppia esclusione”, ossia un’esclusione dovuta alla malattia, che è obiettiva e solo in pochi casi modificabile, e una dovuta al nostro modo di concepire la disabilità e le persone che hanno disabilità. La società vede negli individui con disabilità la malattia prima della persona. E’ uso comune soffermarsi così tanto sulla patologia da non riuscire ad individuare ciò che nelle persone che non hanno disabilità siamo abituati a guardare per prima cosa: carattere, preferenze, sentimenti.
Spesso le persone che si trovano per la prima volta a contatto con altre con disabilità sono portati ad etichettarli a seconda della patologia e si sentono in imbarazzo perché non sanno come comportarsi. Purtroppo è comune che diverse persone per paura di approcciarsi con loro tentino di evitarli o li trattano come se fossero dei bambini o più semplicemente dei malati prima che delle persone. Secondo l’associazione inglese “Scope about disability” il 67% degli inglesi fa fatica ad interagire con persone con disabilità, il 21% di età compresa tra i 18 e i 34 anni ammette di aver accuratamente evitato di parlare loro per timore di non sapere come comportarsi. Proprio per cercare di arginare questo muro l’associazione ha elaborato un vademecum dove sono raccolti diversi consigli su come comportarsi con le persone con disabilità, e soprattutto per evitare comportamenti inappropriati e inutili. La campagna di Scope, “Poni fine all’imbarazzo”, consiste in una serie di video che aiutano a riflettere sui nostri atteggiamenti in diverse situazioni: nelle occasioni in cui ci si stringe la mano, se l’interlocutore ha un’amputazione, è sufficiente porgere l’altra, senza stare a pensarci troppo (http://www.youtube.com/watch?v=vE2HgtoOE7g) e ancora se vi trovate davanti ad una persona con la sedia a rotelle vi consiglia di non inchinarvi. (http://www.youtube.com/watch?v=6wG_p7nc3wk )
Credo che i consigli portati dalla campagna di “Scope about disability” possano aiutarci a superare l’ostacolo determinato dalla superficialità, e ci permettano di affrontare in modo più sereno e razionale il nostro approccio con le persone con disabilità.

Maria G.

Camminata Nerazzurra: una VITTORIA per CERALACCA!

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Ceralacca è stata presente con il proprio gazebo alla camminata Nerazzura, manifestazione che si è svolta a Bergamo dal 27 maggio all’1 giugno 2014. All’indomani dell’evento abbiamo stilato un bilancio più che positivo riguardo la nostra partecipazione. La presidente Loredana Zambetti ha voluto sottolineare quanto la presenza di Ceralacca sia stata utile non solo per la raccolta fondi abbinata, ma anche per consolidare il rapporto tra l’Associazione ed i cittadini. L’evento ha infatti migliorato la visibilità di Ceralacca ed ha permesso la creazione di legami e nuove relazioni con contatti che potranno risultare utili per attività future.

I Volontari che hanno partecipato si sono mostrati molto soddisfatti e sicuramente le tre giornate sono state proficue per consolidarne lo spirito di gruppo, oltre ad essere state importanti per farsi conoscere. Pareri divergenti sorgono invece relativamente l’interesse effettivo della gente rispetto alle problematiche riscontrate ogni giorno dalle persone con disabilità.
Michela riferisce: “Credo che i passanti fossero divisi in un 50/50: molti non avevano tempo o voglia di ascoltarci ma bisogna sottolineare che sono stati comunque tanti quelli che ci hanno prestato attenzione”. “Ho riscontrato poco interesse da parte dei passanti, ma penso che sia soprattutto per la massiccia presenza di stands”. “Forse si dovrebbe trovare un modo per focalizzare maggiormente l’attenzione sul nostro gazebo, sarebbe stata utile per esempio la presenza delle Persone c/disabilità”, commenta Fabio. Anche Riccardo e Stefano sottolineano che la presenza delle Persone c/disabilità Ceralacca avrebbero potuto dare più significato alla descrizione del progetto Ceralaccacatturare, portando la loro testimonianza; tuttavia la presidente risponde prontamente: “l’impegno richiesto al gazebo era tanto ed i volontari non sarebbero stati in grado di sostenerle adeguatamentetare; auspicabile in futuro una maggiore presenza dei genitori”. Un grazie di cuore ad Andrea Capelletto che è stato sempre presente.

Maria G.

Amministratore di sostegno:”Volontario al fianco di una persona fragile” anche a Bergamo

Il progetto Ads di Bergamo propone, con l’ASL ed il Centro Servizi per il Volontariato di Bergamo e alcune associazioni aderenti al progetto, l’iniziativa dal titolo “Ads: volontario al fianco di una persona fragile” che prevede una serata informativa l’8 novembre ed un percorso formativo articolato in quattro incontri 15, 22, 29 novembre ed il 6 dicembre. Tutti gli appuntamenti si terranno alle 20.30 presso la Sala Parrocchiale, in via San Sisto 2 a Bergamo. La serata informativa è rivolta a familiari, volontari e operatori socio-sanitari che operano con persone con fragilità – anziane, con disabilità,con disagi psichiatrici o con dipendenze – mentre il corso è rivolto a chi vuole diventare o è già amministratore di sostegno volontario.

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